L'ALPE VEGLIA SU "MONTAGNE 360" DEL CAI

La storia dell’alpe Veglia nel Novecento è protagonista su “Montagne 360”, la prestigiosa rivista mensile del Club Alpino Italiano. Un articolo di Giulio Frangioni, alpinista e ricercatore, ricostruisce la storia del grande alpeggio delle Lepontine nel Novecento. L’articolo (“Storia di una diga che non c’è”) racconta la storia della colonizzazione idroelettrica della Val Cairasca, dalla realizzazione dell’invaso del Lago d’Avino (1911-1913) ai ricorrenti progetti che, negli anni ’20 e negli anni ’50, avevano ipotizzato l’inondazione di Veglia con la costruzione di una diga all’ingresso dell’alpe. Il geologo Ardito Desio, l’uomo del K2, con una serie di prospezioni tra il 1949 e il 1960 dimostrò che la costruzione dell’invaso avrebbe potuto compromettere la stabilità della galleria del Sempione. Nel 1978, con l’istituzione del Parco Naturale dell’alpe Veglia da parte della Regione Piemonte, si avviò per Veglia una nuova stagione: quella della tutela ambientale e del rispetto per la natura. Oggi, a 40 anni di distanza, è una storia bella da raccontare.

 

Varzo, 15 gennaio 2018

Ultimo aggiornamento: 11/04/2018 ore 10:43:47

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