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Geologia

Geologicamente, la zona di Veglia-Devero è compresa nel dominio pennidico delle Alpi Occidentali. Essa fa parte di una struttura complessa, data dalla sovrapposizione di unità strutturali, ben distinte dal punto di vista geologico e petrografico, dette "ricoprimenti", derivanti dal processo di formazione della catena alpina e successivamente modificate dall'azione dei ghiacciai e dei fiumi fino ad assumere l'attuale aspetto. Queste falde di ricoprimento sono formate da rocce metamorfiche, cioè trasformatesi in seguito all'azione della pressione e del calore(ortogneiss e paragneiss), separate da sottili strati di rocce sedimentarie più giovani, formati da calcescisti e calcari. Le rocce bruno-rossiccie del ricoprimento IV, o del Berisal, il più superficiale in questa zona, affiorano nella parte nordoccidentale di Veglia e solo marginalmente nell'area di Devero. Esse contribuiscono, con le chiare rocce gneissiche del ricoprimento III, o del Monte Leone alla costituzione della maggior parte delle creste spettacolari che delimitano il parco e sono facilmente osservabili sulla parete est del Monte Leone e sulle pareti rocciose del Cervandone, dove, a causa delle diverse colorazioni, la piega delle rocce è particolarmente evidente.

Per la loro struttura (cristalline, dure, compatte, caratterizzate da una più o meno evidente scistosità che ne permette la suddivisione in blocchi squadrati) sono però le rocce del ricoprimento III ad essere ampiamente utilizzate nella costruzione delle tipiche baite e nella fabbricazione di piode per i tetti. I sottostanti marmi e calcescisti, rocce più tenere, meno compatte, a volte friabili, che offrono paesaggi e forme dolci e arrotondate, sono facilmente osservabili tra il Rio Cianciavero e il Rio Frua, in Veglia, mentre in Devero, essi costituiscono la Val Buscagna, il M.te Cazzola, la piana del Devero stessa, il Sangiatto, i Forni. Essi separano le rocce del "ricoprimento II , o del Lebendum, osservabili percorrendo la strada che dalla piana di Nembro raggiunge l'Alpe Veglia lungo la stretta gola del Groppallo, oppure in prossimità del lago di Pojala.

Lago bianco

Dal punto di vista mineralogico, il distretto del Parco è una delle zone più interessanti dell'arco alpino. In particolare il Monte Cervandone è divenuto famoso soprattutto per le varietà di minerali, talora unici al mondo, rinvenuti nelle rocce gneissiche: asbecasite, cafarsite, cervandonite, chernovite, gasparite, tilasite, sono alcuni esempi di specie mineralogiche riconosciute, che sono ben 127 in tutta la zona. Interessante è la presenza di serpentinite (una roccia dal tipico colore verde, molto ricca di minerali ferrosi, in particolare di magnetite, per cui la parte superficiale, ossidandosi assume la particolare colorazione rossastra), che fa risaltare cromaticamente le Cime della Rossa, del Crampiolo e della Marani rispetto alle rocce circostanti. Il minerale principale di questa roccia è il serpentino, che in questa zona presenta caratteri unici: estrema compattezza, colorazione intensa e struttura lamellare, tanto da rappresentare una varietà particolare detta "antigorite" (da Valle Antigorio).

Lasciando la cima delle montagne, torniamo alle conche di Veglia e Devero, un tempo grandi circhi di origine glaciale. L'azione modellatrice del ghiacciaio ha lasciato visibili segni della sua storia. Non è difficile, infatti incontrare le rocce montonate e striate (ad esempio a Sud del Lago d'Avino oppure al Passo della Rossa) che, ai bordi della valle, sono state modellate dall'azione abrasiva del ghiaccio. Così come frequentemente i blocchi di roccia isolati altro non sono che massi erratici, cioè rocce portate dalla corrente ghiacciata, che al suo scioglimento ha depositato in luoghi insoliti. Altra conseguenza del glacialismo, sono le morene, accumuli di detriti lasciati dai ghiacci in ritiro, particolarmente evidenti ai piedi del Ghiacciao d'Aurona. Proprio il contrasto tra ambienti e scenari tanto diversi rende ancora più affascinante percorrere i tanti sentieri del Parco. Agli occhi del visitatore attento e scrupoloso si schiuderà un mondo fantastico, fatto di tante piccole cose, che chi ha fretta non riuscirà mai a cogliere ed apprezzare.

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