Il Piano d’Area costituisce lo strumento guida per l’attuazione dei processi di salvaguardia e di sviluppo dell’area e, sulla base di analisi riguardanti le caratteristiche ambientali del territorio, ne definisce il perimetro, la zonazione e le norme per il controllo delle attività e per disciplinare i comportamenti di coloro che vivono, frequentano e in generale fruiscono del territorio protetto. Il Piano d’Area è stato adottato dal Consiglio Direttivo con Deliberazione 13 luglio 1995, n.14 ed approvato dal Consiglio Regionale con Deliberazione 24 febbraio 2000, n. 617 – 3419. Nel 2005 il Piano d’Area è stato integrato con i Piani di gestione dei seguenti habitat comunitari: torbiere, nardeti, lande alpine e praterie montane da fieno.

L’attuazione delle politiche di tutela, salvaguardia e valorizzazione delle aree protette regionali è disciplinata dagli strumenti di pianificazione previste dalle singole leggi istitutive, come stabilito all'origine dalla l.r. 22 marzo 1990, n.12, oggi sostituita dalla Legge regionale 29 giugno 2009, n. 19, "Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità", aggiornata dalla Legge Reg. 16/2011.

Il Piano d'Area è lo strumento fondamentale: si tratta di uno strumento di pianificazione incisivo, che sostituisce, come stabilito all’art. 26 della citata l.r. 19 del 2009 la strumentazione territoriale ed urbanistica di qualsiasi livello. Esso costituisce il Piano per il Parco di cui all’art. 25 della legge quadro nazionale 6 dicembre 1991, n. 394, che prevede il Piano del Parco come strumento fondamentale per la migliore organizzazione del Parco stesso. 

Il Piano d'area comprende anche il Piano Naturalistico, che contiene le analisi geologiche e biologiche nonché le indicazioni e le normative per la conservazione e la gestione degli aspetti naturalistici dell'area protetta;

È stato adottato contestualmente anche un Piano di Assestamento Forestale, oggi nuovamente redatto e in iter di approvazione. 

Nel piano si possono leggere politiche esplicite per il governo e l'uso delle risorse naturali e indirizzi per la valorizzazione e la tutela del paesaggio”.

•Parco Veglia Devero e Area Contigua: realizzato ed approvato

Redatto in data dicembre 1992, ma ha avuto un iter legislativo complesso:
- Adozione dal Consiglio Direttivo con Deliberazione 13 luglio 1995, n.14 
- Adottato con Deliberazioni di Consiglio Regionale n. 618-3421 del 2000 e n. 226-5745 del 2002 con riferimento alla ex-Zona Salvaguardia e con Deliberazioni di Consiglio Regionale n. 615-3567 del 1980 e n. 617-3419 del 2000 con riferimento al Parco Veglia Devero
- Integrazione nell’anno 2005 con i Piani di gestione dei seguenti habitat comunitari: torbiere, nardeti, lande alpine e praterie montane da fieno 

•Parco Alta Valle Antrona: non realizzato

Il Piano d’Area è uno strumento fondamentale. Costituisce infatti lo strumento guida per l’attuazione dei processi di salvaguardia e di sviluppo dell’area e, sulla base di analisi riguardanti le caratteristiche ambientali del territorio, ne definisce il perimetro, la zonazione e le norme per il controllo delle attività e per disciplinare i comportamenti di coloro che vivono, frequentano e in generale fruiscono del territorio protetto.

Gli obiettivi del Piano sono la tutela e lo sviluppo dei valori naturalistici, del paesaggio culturale e degli interessi sociali ed economici della popolazione residente, purché compatibili con gli obiettivi e la missione del Parco e col principio della sostenibilità.

Le principali azioni, individuate sono qui di seguito schematizzate.

 

 

Ultimo aggiornamento: 22/01/2018 ore 15:14:24

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