Scuola Media di Baceno, Classe 2^ A 

LE VIE DEL "GRIES" E DELL'"ARBOLA"

Premessa

Nel medioevo l’Europa visse una fase importante della sua storia che viene definita “Fase mercantile”. In questo periodo vennero costruite in molte parti d’Europa numerose strade, oppure assunsero nuova importanza strade già realizzate in epoca romana. Queste rispondevano all’esigenza di trasportare le merci da un luogo all’altro e, nello stesso tempo, di rendere possibile il transito delle persone.

La via del Gries

Il valico del Gries è il punto culminante (2479 m) lungo lo spartiacque alpino dell’itinerario mercantile che collega Milano a Berna. In quanto tale dà nome alla lunga via che dal capoluogo lombardo, attraverso il Lago Maggiore, l’Ossola, il Vallese e l’Oberland Bernese, fa capo a Berna.
Il Gries fu frequentato fin dall’antichità dai montanari dei due versanti. Tuttavia la sua fortuna come via di transito delle mercanzie tra il sud e il nord dell’Europa si ebbe dopo il ‘300. E’ questo, infatti, il momento in cui il Gries diventa il più frequentato dei valichi che risultano anticamente battuti nell’intero arco alpino.
Il 1397 rappresenta una data storica per la via del Gries: a Münster, nell’Alto Vallese, essa venne aperta dai rappresentanti della città di Berna e del monastero di Interlaken che incontrarono quelli delle comunità alpine lungo la via Milano-Berna (Oberhasli, Gonis, Formazza, Ossola).
L’apertura della via del Gries fu di grande comodità per i mercanti lombardi che ne trassero notevoli benefici: a nord trasportavano sale, panni, granaglie e vino; al ritorno portavano con sé pregiati formaggi.
Dopo l’apertura di questa via di comunicazione le comunità del Gries, sopra e sotto il passo, riuscirono ad avere l’autonomia da ogni potere signorile. Questa antichissima via superava le montagne con tre passi importantissimi: quello dell’ ”Arbola”, nella valle del Devero; quello del Gries e del San Giacomo nell’alta Formazza.
Tratti di quest’antichissima strada mulattiera sono ancora oggi visibili e percorribili. La fortuna del Gries in epoca medievale fu determinata anche dalle condizioni climatiche favorevoli, che rendevano praticabili i passi anche d’inverno. Punti di sosta e di controllo delle merci si trovavano a Crevoladossola, a Crodo, a Premia dove esisteva l’Ospizio di San Bernardo, a Ponte, a Canza e al Passo San Giacomo.
Per mantenere efficiente tale via venne realizzato un sistema di fortificazioni e di torri di controllo disseminate sul percorso. Nel XV secolo il sistema di fortificazioni fu rinnovato da Ludovico il Moro, Signore di Milano, e ampliato con gli sbarramenti al “ponte romano” di Osso in Val Devero e al Passo. La via del Gries fu utilizzata fino a tutto al ‘700; ebbe poi come concorrente quella del Sempione a favore del quale decadde sempre più. Quando merci e presone cominciarono a viaggiare sempre di più sui carri, nel XIX secolo, il Gries fu meta di viaggiatori romantici e naturalistici, giunti in questo luogo per ammirarne la bellezza.
Dal punto di vista archeologico merita di essere ricordato il ritrovamento, in una fessura con cristalli di quarzo, di un “pugnale di bronzo” lungo l’antica via che dall’Alpe Forno Superiore conduce al Passo dell’Arbola. Il “pugnale dell’Arbola” non può essere datato con precisione. Gli studiosi la collocano nella fase di transizione fra l’antica e la media età del bronzo (1600-1250 a.C. circa).

Bibliografia: Le vie storiche del'Ossola - A cura di Interalp Interreg II

Ultimo aggiornamento: 01/07/2018 ore 13:19:02

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