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CONVEGNO STORICO INTERNAZIONALE "IL SABBA MAGICO NEI PROCESSI PER STREGONERIA SULLE ALPI" SABATO 29 LUGLIO 2017 - TERME DI PREMIA

Abstract

Giancarlo Andenna

Docente emerito di Storia Medioevale dell’Università Cattolica di Milano e membro dell’Accademia dei Lincei

Moderatore del convegno

Introduzione ai lavori e definizione dei problemi storici in discussione

Martine Ostorero

Svizzera romanda

Professore associato di Storia Medioevale presso l'Università di Losanna (CH). Le sue ricerche riguardano in particolare la storia della repressione della stregoneria e la letteratura demonologica alla fine del Medioevo.

Brochette d’enfants à l’ail, marque de crapaud et boîtes d’onguents: l’imaginaire du sabbat dans le Pays de Vaud au XVe siècle.

Spiedino di bambini all’aglio, marchio di rospo e boccette d’unguento. L’immaginario del sabba nel Pays de Vaud nel XV secolo.

Les premières chasses aux sorciers et sorcières éclatent dans l’arc alpin occidental dès les années 1420, et touchent une majorité d’hommes. Situé au cœur de cet espace, le Pays de Vaud connaît plusieurs vagues de répression tout au long du XVe siècle. Elles sont menées par l’inquisition dominicaine, en collaboration avec les évêques et les seigneurs locaux, et sont encouragées par les ducs de Savoie qui imposent ainsi leur souveraineté à travers la répression des sorciers. Les procès-verbaux des interrogatoires, qui détaillent les aveux obtenus après torture, révèlent les spécificités de l’imaginaire du sabbat répandu dans cette région : les prétendus sorciers rendent un culte au diable, lui sacrifient des nouveaux-nés qu’ils mangent lors d’un festin nocturne et clandestin, accomplissent des gestes blasphématoires et préparent des onguents infâmes qui leur servent à accomplir de multiples maléfices. A l’issue des procès, les sorciers sont alors fréquemment condamnés au bûcher pour hérésie, apostasie et idolâtrie 

Le prime cacce agli stregoni e alle streghe si manifestano nell’arco alpino occidentale, a partire dagli anni 1420, e riguardano in maggioranza uomini. Situato nel cuore di quest’area geografica, il Pays de Vaud conosce parecchie ondate di repressione lungo tutto il XV secolo. Queste sono condotte dall’Inquisizione domenicana, in collaborazione con i vescovi e i signori locali, e sono incoraggiate dai duchi di Savoia, che impongono così la loro sovranità attraverso la repressione degli stregoni. I verbali degli interrogatori, che riportano dettagliatamente le confessioni ottenute in seguito a tortura, rivelano le specificità dell’immaginario del sabba diffuso in questa regione: i presunti stregoni rendono omaggio al diavolo, gli sacrificano dei neonati, che essi mangiano durante un festino notturno e clandestino, compiono dei gesti blasfemi e preparano degli unguenti orripilanti che servono loro per compiere numerosi malefici. Al termine dei processi, gli stregoni sono allora frequentemente condannati al rogo per eresia e apostasia.

Hans Steffen

Svizzera tedesca

Professore di liceodi Briga (CH), ha studiato storia all’Università di Zurigo e scritto una dissertazione su Stockalper e il servizio mercenario. Ha pubblicato vari contributi scientifici sulla stregoneria nel Vallese, con attenzione particolare alle relazioni che intercorrono tra i periodi di cambiamenti climatici e i periodi di cacce alle streghe.

Il sabba magico nell’ Alto Vallese (Svizzera)
Il contributo presenta tre esempi di “sabba magico” in tre periodi diversi: 1428 (con citazioni dalla “Cronaca” di Hans Fründ del1430); 1484 (atti di processi) e 1611 (atti di processi). Descrive il ruolo istituzionale della Chiesa nella “costruzione” della credenza sugli incontri col diavolo delle streghe e sulla realtà del loro volo magico. Tra il XV e il XIII secolo, per le popolazioni del Vallese il sabba magico e il volo delle streghe sono stati considerati eventi reali, e recepiti come tali anche nei trattati demonologici e giuridici delle élites. Nell’epoca del “magico”, gente comune e intellettuali erano fermamente convinti di “fatti”, che nella contemporaneità scientifica paiono impossibili da comprendere razionalmente.

Silvia Bertolin

Valle d’Aosta

Storica della stregoneria e dell’Inquisizione valdostana

Sabba e sinagoghe nei processi valdostani del Quattrocento

Nel Quattrocento il crimine più diffuso di cui erano accusate molte persone davanti ai giudici dell’Inquisizione in Valle d'Aosta era la stregoneria, equiparata, a tutti gli effetti, a una forma di eresia. Essa si manifestava con diversi comportamenti attribuiti agli accusati. Tra questi certamente i più curiosi si riferiscono al sabba e agli incontri collettivi notturni che si svolgevano nelle “sinagoghe” in diverse località della Regione, ai quali presenziava spesso il diavolo in persona.  Dalla lettura di tali atti processuali possiamo, dunque, evidenziare diversi elementi caratterizzanti il sabba, che si ritrovano costantemente nelle accuse dei processi ambientati in questi contesti montani e che in parte si sono fissati poi nella tradizione popolare attraverso racconti e leggende.

Battista Beccaria

Piemonte

Storico del Medioevo e della Chiesa novarese, membro di redazione delle riviste Novarien. e Antiqvarivm

Alle origini dell’immaginario stregonico ossolano

I documenti dei primi anni venti del Cinquecento ci presentano ancora, accanto al grande Demonio in capo che sta assiso “in cadrega” per ricevere l’omaggio di streghe e stregoni, la “Signora del Gioco, anche lei seduta “in cadrega” al suo fianco, vestita di nero con un bombasino bianco in capo. Il Diavolo maggiore, che conduce insieme a lei il rito notturno, veste pure lui di nero, ma ha un berretto rosso in testa e davanti a sé tiene un libro nero, il Tafelbuck. Siamo in questi inizi di Cinquecento a metà del guado, tra l’immaginario stregonico delle origini – quando i teologi non hanno ancora messo in campo del tutto le entità demoniache, ma perdurano qua e là le Bonae Res, dominaAbundia, la “Signora del Gioco” e altre entità benefiche – e il Sabba classico, dove oramai il Demonio maggiore con tutto lo stuolo di diavoli suoi subalterni, ognuno “amante” di una strega, la fanno oramai da unici protagonisti, poiché i manuali demonologici hanno espunto del tutto la divinità femminile originaria (la Diana del Canon episcopi – IX sec. –). Correndo avanti verso il primo decennio del Seicento, nel maxi-processo di  Croveo e Baceno, oramai vi è una schiera di demoni dai nomi pittoreschi e accattivanti e la cerimonia dell’omaggio al Demonio e della congiunzione carnale durante l’orgia sabbatica fra streghe, stregoni, diavoli e diavolesse sconvolge oramai gli schemi più usuali della manualistica demonologica – rispetto allo stereotipo più classico – spiazzando completamente gli inquisitori e lasciandoli basiti e quasi increduli di fronte a tali novità.

Andreas Weissen

Vallese(CH)

Vive a Briga (CH), è laureato in pedagogia e storia sociale ed economica e diplomato in giornalismo e comunicazione. Ex presidente della Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi (CIPRA International) ed ex direttore della Rete dei Parchi Svizzeri, è responsabile delle relazioni internazionali del Lndschaftpark Binntal ed è raccoglitore e narratore di leggende. È responsabile del Festival BergBuchBrig e delle Serate culturali di Binn.

Un sabba magico internazionale tra le leggende dell’Alto Vallese

Un uomo ha confessato in un processo a Mörel/Vallese nel 1620 di aver partecipato come musicista a un sabba magico sul Rosswald e un’altra volta sul Sempione. Più di cento persone avevano partecipato a quest’ultimo sabba e in gran parte erano montanari italiani. Si tratta di una delle rare narrazioni di un incontro “internazionale” di streghe. Nel Vallese di lingua tedesca sono documentate ben 75 leggende sulle streghe. Solo otto, però, parlano del “sabba magico”, durante il quale i partecipanti bevono e mangiano a dismisura e ballano festosamente. Quando termina la musica, le streghe invitano un musicista a partecipare alla “festa” e lui deve scrivere il suo nome col sangue su un libro. Il musicista scrive allora il nome di Gesù Cristo e subito si trova solo, ma sano e salvo, sulla cima di una montagna.

 

 

 

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